Dopo i nativi digitali, la «coding generation»

“Nativi digitali”: così vengono definiti i bambini e i ragazzi nati e cresciuti con l’affermazione delle nuove tecnologie e che, per questo, hanno sviluppato dimestichezza assoluta con il mondo digitale e informatico, tanto da considerarlo naturale. Ma finora i bambini sono stati fruitori della tecnologia. Il vero cambiamento mentale – che ora è in atto e che a un genitore non deve passare inosservato per il futuro del proprio figlio – è la possibilità di diventare protagonisti e creatori della tecnologia stessa già in tenerissima età, attraverso corsi che stanno accelerando il modo di “vivere digitale” dei giovanissimi e stanno dando una carta in più per un inserimento professionale sicuro nella società “iper tecnologica” di domani. Si tratta dei nuovi programmi formativi di coding (ovvero della programmazione) e robotica per bambini e ragazzi. Nasce la cosiddetta “coding generation”.

Gruppo 24 Ore e Tag Innovation School, la scuola del digitale e dell’innovazione di Talent Garden, hanno unito le rispettive competenze creando Coding Generation, la nuova e originale proposta formativa per ragazzi che vogliono trasformarsi da fruitori a creatori di tecnologia, e che risponde all’esigenza specifica di colmare un vuoto formativo che garantisca alle giovanissime generazioni competenze di nuova logica, approccio al pensiero computazionale e sviluppo del pensiero laterale. Come? Attraverso il gioco, la fruizione, la creazione.

Sono due i corsi rivolti ai bambini e ragazzi in età scolare dai 7 ai 14 anni, i due programmi forniranno le conoscenze per connettere il mondo della programmazione e della robotica con quello dell’arte.

Infatti “Costruisci il tuo primo videogioco” e “Costruisci il tuo primo robot” insegneranno ai più giovani a programmare un videogioco o a costruire un robot sfruttando il nostro patrimonio culturale: le attività pratiche che verranno svolte durante le lezioni saranno cioè finalizzate alla costruzione di videogiochi e robot ispirati alla cultura e al design italiano.

Ciascun corso prevede 10 lezioni di 2 ore, a cui si aggiungeranno poi i campi estivi di una settimana, con 4 ore al giorno di formazione dedicata. I bambini saranno divisi in due classi diverse in base all’età: una dai 7 ai 10 anni e un’altra dagli 11 ai 14 anni. I due corsi saranno organizzati su dieci città italiane.

Tutte le lezioni saranno tenute da docenti esperti, che useranno il metodo didattico basato sul concetto di “peer education”: lo scopo è quello di facilitare la comprensione degli argomenti attraverso l’interazione e il passaggio di conoscenze tra i bambini, che impareranno così le tecniche di problem solving, l’uso della logica e della creatività applicato al mondo delle nuove tecnologie. Una chiave di successo assolutamente innovativa per entrare nel mondo del lavoro del XXI secolo, perché i giovanissimi di oggi saranno i manager di domani.

da:il sole 24 Ore