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Gli specchi sbagliati di Brhan Tesfay, un romanzo contro i fanatici e contro i buonisti.

specchiAttenzione: vi devo parlare di un libro bello ma scomodo. Si intitola Specchi sbagliati e lo ha scritto Brhan Tesfay (poi vi dirò chi è). È il caso che lo leggiate soprattutto se sospettate di essere – almeno un po’ – buonisti. Sedetevi comodi, con calma, provando a mettervi per un attimo dalla parte dei protagonisti. Ma prima vi devo chiedere una riflessione: che differenza c’è fra l’essere buoni e buonisti?
1, 2, 3, 4… 27, 28, 29, 30 secondi per pensarci.
Vado avanti. Un assaggio del libro per vedere se gradite. Ecco l’inizio.
«Selam: questo era il nome che detestava da quando aveva capito che era il suo. Nessuno lo portava nella sua classe e questo lo aveva messo in imbarazzo. […] Ogni insegnante la prima volta che faceva l’appello si soffermava quando leggeva quel nome. Lo ripeteva, poi alzava la testa e guardava con un sorriso incerto verso di lui, infine come se avesse fatto una scoperta sillabava: Se-la-m. […] “Porca miseria, è solo un fottuto nome” pensava Selam. […] Il peggio doveva ancora arrivare. La domanda “Da dove vieni?” lo ossessionava».
Tutti lo chiedono a Selam, sempre.

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